Sono da poco trascorsi i quaranta giorni dalla morte di p. Silvano (Livi), già Vescovo di Luni. Dico subito che avrei preferito non pubblicare adesso questo mio ricordo, per la semplicissima ragione che la figura di p. Silvano andrebbe vista con un minimo di distanza, anche temporale, per vedere cosa ha lasciato di buono e cosa di cattivo nell’Ortodossia italiana. Questo anche perché gli ultimi eventi della sua vita non sono stati edificanti, e questo lo sappiamo tutti molto bene. Se mi trovo costretto a scrivere è soprattutto per rispondere a un ricordo pubblicato da p. Ambrogio (Cassinasco), del Patriarcato di Mosca, che non ha potuto fare a meno di riversare in un suo scritto, diffuso attraverso il sito web della parrocchia russa di Torino, venticinque anni di livore, allo scopo di derubricare tutto l’operato di p. Silvano, e soprattutto la sua adesione alla Chiesa Greca di vecchio calendario. Viene anzi il dubbio che tutto lo scritto di p. Ambrogio non voglia fare altro che ridurre la stessa presenza vecchiocalendarista in Italia a semplice incidente di percorso. Mi riservo di citare all’occorrenza i singoli punti dello scritto di p. Ambrogio.

Da sinistra: il Metropolita Fozio, l’Arcivescovo Kallinikos, Silvano di Luni